Vincent City | Diario a posteriori, work in progress, cut-up di foto e documenti della mia vita a Vincent City |
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"E' il settembre 2000, e questo è quello che vedo. Questa facciata. Questo "specchietto per le allodole" per ora è tutto, deve essere tutto!"
Di seguito il link ad un video, il pezzo del film "Italian Sud-Est" che ritrae Vincent Maria Brunetti, la casa-museo e velocissimamente alcuni miei mosaici. Il film fu girato nel 2001. Io ero assente per seri disaccordi col Brunetti. Sono ritornato alla casa-museo nel 2003, in tempo per vedere l'anteprima del film in un cinema di Lecce alla destra delle stars. Il film arrivò alla Mostra del Cinema di Venezia ed ha partecipato a vari festivals nel mondo. Io non posso che lamentarmene perchè il film non presta la minima attenzione agli 80 mq di opere che esistevano. Che sarebbero diventati oltre 250 mq...
Una cucina coi mobili vecchi dipinti di smalto giallo, nero e blu decorati con pezzetti di ceramica, geometricamente. Un mosaico della casa-museo, lasciato in ricordo da una psicopatica tedesca qualche anno prima, anticipazione di quello che avrei fatto io. Io ho realizzato il sogno di Vincent per salvarmi. Nella foto successiva, risalente al dicembre 2.001. Da sinistra, Giuseppe, abitante di Vincent City in quegli anni. Vincent Brunetti e il sottoscritto, in una delle nostre francescane e paesane cene. En marche! En marche!
Questo diario a-posteriori è esattamente un album di figurine Fragmentart, della collezione Orodè. Nella foto successiva, la visita di Fabio e Mingo nel 2003, per intervistarci, per realizzare due puntate della trasmissione televisiva "Attenti a quei due". Nella foto, oltre a Fabio e Mingo, da sinistra, Antonia (sorella a Vincent), Vincent Brunetti, il mio folle amico e poeta Pasquale Carluccio e il sottoscritto con cappello alla pescatora...
Ed ora una chicca! Un bacio tra me e Keybee in una cornice totalmente orodeidiana. Siamo sul sedile, piastrellato alla Vincent, della mia Rotonda dello Zodiaco. Sullo sfondo, oltre il Viale della Libertà, il grande quadro di ceramica Mondoperapocalistoria e parte de Questo è il mio cerverlo. E' il 2006.
La Maddalena che accorre e soccorre il poeta trafitto. Il condannato sceso dalla croce. L'amore aldilà della storia e delle chiacchiere della storia sui fatti. E' la decorazione di 2,5 metri, sulla porta d'entrata del baretto- non più agibile- della casa-museo, dove i turisti chiedevano le birre e le cartoline a gratis. E' realizzato con alcune ceramiche di scarto molto vecchie e pietre di fiume. Mentre leggevo una monografia su Cosmè Turà. Di seguito un particolare dell'opera. L'opera per intero è visibile in galleria.
Un'altra figurina del 2004. Una cover in ceramica- di un metro quadro- della Madonna della Seggiola di Raffaello. L'opera mi fu commissionata da Vincent per sostituire una copia sotto vetro, rovinata comunque dall'umidità. Si trova sul lato destro della facciata della casa-museo. Il taglio della foto è utile per vedere come le mie opere siano inserite nel kitsch della casa-museo, tra angioletti e damigiane di vino vuote...
Di seguito un curioso autoritratto allo specchio utilizzato come sfondo per il mosaico ad altorilievo Il canestro (qui solo un particolare). Mosaico di 4,5 metri per 3,5. Fonte d'ispirazione è il Canestro di frutta del Caravaggio... quella che è ritenuta la prima natura morta della storia. Nella foto sono visibili un alveare attaccato al rilievo della foglia di vite ed una lumaca che sale lungo il salmento. Questa foto fu scattata per dimostrare la potenza della mia arte, capace di rivitalizzare una natura morta. Con quest'opera cominciai anche un gioco di specchi e quindi di riflessi e di rifrazioni....
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