La caduta di un mondo nelle opere di Orodè Deoro (di Gian Ruggero Manzoni)
Orodè si pone con un segno disperatamente poetico, testimone della fine di un’epoca. In un Occidente che precipita, stordendosi, danzando, avvelenandosi e guerreggiando, verso la catastrofe, il pittore e performer pugliese introduce una nota di tragico presagio e insieme ci regala il desiderio di eros, di vita, di passione, seppure le sue rasoiate e il suo continuo rapporto con l’oscuro, con la tenebra, con l’abisso. Quindi la sua diventa una drammatica avventura interpretata con lucida partecipazione al nostro tempo. La caduta è evidente, ma il rappresentato si muove in senso contrario rispetto a una decadenza estetizzante o a un freddo distacco, come possiamo vedere in molta pittura giovane. L’originalità di Orodè sta in tali componenti, in modo che il simbolo diventa parte integrante della figura e la malattia e la morte sono spesso trattate con una visione polarizzante. Nelle sue raffigurazioni, espressioniste e di getto, l’artista non vuole mostrare ciò che appare, infatti per lui è importante ciò che è lo "sguardo verso l’interno". Nei numerosi ritratti da lui eseguiti, Orodè riflette, in modo molto pregnante, una visione delle abitudini socio-culturali che alienano il mondo. (…) Ed è di una debolezza che il nostro artista narra, di una debolezza ormai diventata sistema, assieme alla paura | NUfactory INSIDE ART presenta: "L'IMPOSSIBILE BENE" di Orodè @Teatro Palladium dal 11/03/10 al 11/04/2010 c/o teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano 8, Roma ingresso gratuito su prenotazione
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a cura di NUFACTORY Orodè su: |